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| introduzione
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L’amore per il mondo classico e
il desiderio di ritrovare le radici del passato incidono anche sulle
tematiche rappresentate portando a prediligere i soggetti romani o
omerici visti come esempi di virtù morali. Dai soggetti mitologici
traspare ora il valore eroico delle azioni di un’umanità
superiore: Bacco, Arianna, Meleagro, Psiche, Prometeo, Ercole, Perseo
Andromeda, protagonisti delle opere di questa sezione, esempi tutti
di scelte estreme e gesti eroici. Le grandi tematiche morali si vanno
diffondendo in un momento in cui il dibattito delle idee si fa sempre
più vivace e articolato e si moltiplicano i trattati sull’arte.
Da questa interpretazione rigorosa e civile delle radici del passato
nascerà il fenomeno del Neoclassicismo di cui Canova esprime
l’essenza più profonda e meditata. |
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| Angelika
Kauffmann
Euriclea desta Penelope
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"Penelope cara figlia, ridestati
perché tu veda / con i tuoi occhi quello per cui tutti i giorni
ti struggi. / E’ giunto Odisseo, è tornato a casa benchè
così tardi!". Con queste parole l’anziana nutrice
Euriclea risveglia emozionata Penelope dopo aver riconosciuto Ulisse,
giunto a palazzo travestito da mendicante, grazie ad una cicatrice
sul piede. Particolarmente suggestivo è il confronto tra le
due donne: l’anziana nutrice fremente di agitazione, quasi interamente
in ombra, e Penelope che indossa una veste leggerissima e la cui elegante
figura è investita da un fascio di luce che ne esalta l’immacolata
bellezza. Anche l’ambientazione notturna, con le ombre che avvolgono
l’alcova e che la luce di un braciere non riesce a dissipare
del tutto. Il quadro è stato acquistato dal Museo sul mercato
antiquario nel 1964. |
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| Testa
di Giove
(Giove di Otricoli)
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La testa di Giove venne alla luce nel 1782
negli scavi di Otricoli in Umbria, patrocinati dallo stesso papa Pio
VI; fu sottoposta al restauro che ne integrò in marmo tutta
la parte posteriore insieme al busto e al collo, e inserì alcuni
tasselli sul lato frontale. L’immagine del dio godette di particolare
fortuna: anche Goethe ne subì il fascino tanto da acquistarne
un calco. Fu tra i capolavori vaticani trasferito a Parigi per volere
di Napoleone. Probabilmente si tratta di un’opera della seconda
metà del I secolo a.C., ispirata a un originale greco, databile
al IV secolo a.C.. Alcuni studiosi, tuttavia, ritengono che la scultura
di Otricoli sia una creazione classicistica realizzata all’inizio
dell’età imperiale. |
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Altre
immagini |
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Il
Settecento a Roma Palazzo
Venezia
via del Plebiscito, 118 - Roma 10
novembre 2005 - 26 febbraio 2006 |
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